C’è una nuova storia che attraversa il paesaggio domestico dei nostri giorni: quella di una geografia percepibile sulle superfici di alcune sculture per l’abitare, sinuose orografie leggibili come vere e proprie altimetrie, salti di quota ossigenanti per superare la linearità delle nostre consuetudini, per evitare di abituarsi alla calma piatta.
Una collezione di oggetti per vivere dentro alle case, realmente, respirando con loro, progetti di un catalogo che ha superato il minimalismo per anni visto da tutti come traguardo e unica meta, e che l’ha trasformato in un momento di felicità epidermica, evitando il monacale e algido nitore che da qualche lustro primeggiava evidente in quell’orizzonte domestico di cui sopra. Così le superfici di questi corpi chiamati mobili, con cui da sempre conviviamo, si sono inaspettatamente animate, e sono diventate pulsanti, quasi cangianti, attraverso un accorto lavorio nel togliere, nel levigare, nell’incidere, arrivando a corpi dove le parole leggerezza, movimento e ritmo sono ottenute indagando la materia in tutte le sue caratteristiche: e così il legno è tornato a essere il protagonista di una nuova stagione del design, come era successo negli anni Cinquanta, tra Mollino e Eames, tra Juhl e De Carli, tra Ponti e Wirkkala, rinnovato rinverdito ringiovanito da nuove lavorazioni evidentemente moderne ma dal sapore millenario. Come quella dell’intagliare sottili fogli di noce canaletto per definire in modo altro i volumi adatti a proteggere le tante “cose” della nostra vita: accelerazione in forma di contenitore, Riddled, un leggerissimo diamante ligneo, primato di un progettista con la maiuscola, architetto per antonomasia, sperimentatore puro, Steven Holl. Come quella dello scavare un multistrato di masselli di essenze diverse (noce, mogano, ciliegio, rovere e frassino) come di gocce cadute nell’acqua, spettacolo silente di una natura sempre pronta a stupire, da queste parti tradotta in una panca, Ripples, che è un record vero di una mente realmente geniale, Toyo Ito. Come quella dell’articolare esili strutture scolpite nel vuoto, disegnate da piani sottili in un gioco di negativi e positivi: nuovo gioiello in forma di libreria, Sudoku, cruciverba spaziale di un maestro sempre avanti, Mario Bellini. Come quelle proposte da altri autori, più giovani certo, ma che qui hanno già dimostrato di poter, e saper, fare bene: Salvatore Indriolo e il caso del già acclamato, e premiato, Diego Vencato.
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